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Isolante termico: lana di roccia, fibra di vetro o lana di legno?

La maggioranza di comuni italiani soffrono di surriscaldamento estivo, e dunque la scelta del materiale coibente può risolvere o non risolvere il problema del caldo, quindi come scegliere il materiale isolante giusto? Quali sono le caratteristiche che deve avere?

Andiamo a conoscere meglio le lane minerali (comprese nel gruppo FAV, Fibre Vetrose Artificiali, e quindi anche nel più ampio gruppo delle MMMF, Man Made Mineral Fibres): 

  • sono caratterizzate da concentrazioni superiori al 18% di ossidi alcalini ed alcalino-terrosi (Na2O, K2O, CaO, MgO, BaO e loro combinazioni).
  • sono ricavate da roccia e vetro: un fitto intreccio di fibre legate tra loro con resine termoindurenti che creano una struttura costituita da una moltitudine di celle aperte contenenti aria.

A proposito di  SALUTE E SICUREZZA, i produttori di lane minerali dicono che:

Il REACH (Regolamento Europeo concernente la registrazione, valutazione, autorizzazione e restrizione delle sostanze chimiche) classifica le lane minerali come non pericolose.

La IARC (International Agency for Research on Cancer, parte dell’ Organizzazione Mondiale della Sanità) ha stabilito che le lane minerali “non sono classificabili come cancerogeni per gli esseri umani”.

  • L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) ha classificato fibre di vetro e fibre ceramiche in Gruppo 2B, possibili cancerogeni per l’uomo, e filamenti di vetro, lana di vetro, lana di roccia in Gruppo 3, non classificabile come cancerogeno per gli esseri umani. 

EUCEB, una certificazione indipendente, assicura la bio-solubilità di tutti i prodotti immessi sul mercato alle prescrizioni europee.

Il tutto è stato recentemente confermato dal Ministero della Salute con il documento “Le Fibre Artificiali Vetrose (FAV) – Linee guida per l’applicazione della normativa inerente ai rischi di esposizioni e le misure di prevenzione per la tutela della salute”, approvato dalla Conferenza Stato/Regioni in data 25 marzo 2015.

Meglio applicare ad ogni scelta riguardante i materiali da costruzione e quelli per coibentazione il migliore dei principi:  il Principio della Cautela.

Come si progetta la protezione dal caldo estivo?

Non certo aumentando lo spessore dell’isolante all’inverosimile… E’ sufficiente usare materiali isolanti con 2 qualità importanti:

  • un elevato calore specifico: Calore specifico (c) [J/kgK]
  •  una buona densità: Densità  [kg/m3]

Queste due importanti proprietà del materiale per coibentazione che state valutando in una stratigrafia non sono dati introvabili o nascosti – ormai è diventato raro inciampare in schede tecniche incomplete, i produttori si sono finalmente adeguati ai tempi.

Anche il committente può informarsi autonomamente per scoprire se la proposta ricevuta è adeguata alle aspettative oppure inadeguata: basta saper leggere questi numeri.

Se vi hanno proposto un pannello isolante in lana di vetro ad alta densità (alta sì ma quanto alta? ecco, siamo inciampati in un produttore che non ha rispetto per il tempo altrui e costringe a cercare per mari e per monti questo introvabile dato kg/mc) date un’occhiata al suo valore di calore specifico:

  • appena 1030 J/kgK. 

Nella incompleta scheda tecnica del pannello in lana di vetro si legge anche << Prodotto in Italia con almeno l’80% di vetro riciclato e con una resina termoindurente  minimizzando le emissioni nell’aria di sostanze inquinanti come formaldeide e altri composti organici volatili (VOC) >> …inquietante direi.

Se vi hanno proposto un pannello rigido in lana di roccia a media densità per l’isolamento termico e acustico di pareti perimetrali scoprirete facilmente:

sia il valore di calore specifico:

  • sempre 1030 J/kgK.

sia il valore di densità:

  • 60 kg/mc

Se con questo pannello volessimo ottenere uno sfasamento estivo superiore alle 12 ore come prescritto dalla normativa e dal buon senso

Ritardo fattore di decremento (sfasamento) [h] sfasamento 12,45

dobbiamo impiegare mezzo metro di spessore in lana di roccia. E’ chiaro che le doti di protezione estiva delle lane minerali sono scarse!

Non disperatevi, non c’è motivo

Esiste un materiale isolante capace di offrire un valore di calore specifico anche doppio! Anche più del doppio, e con densità a piacere:

Calore specifico (c) [J/kgK] 2100

Tutto nasce dal legno: la fibra di legno proviene dagli scarti di lavorazione del legno proveniente da aree forestali certificate e  assemblata senza prodotti chimici.

La fibra di legno è un materiale che resiste nel tempo e contribuisce a migliorare la qualità della vita e a migliorare il bilancio energetico degli edifici. Godono di un eccellente rapporto efficacia/ prezzo.

Isolamento: comfort in inverno come in estate

Su scala mondiale, si consuma più energia per il condizionamento (raffreddamento) degli edifici che per il loro riscaldamento, la normativa in vigore del 1 Ottobre 2015  richiede la valutazione e l’efficacia di un isolante tenendo conto sia delle perdite energetiche in inverno che dello sfasamento termico in estate. Il basso coefficiente di conducibilità termica della fibra di legno, insieme all’alta capacità termica, permettono di ottenere un compromesso ideale sia per il comfort estivo che per quello invernale. Il comfort termico è associato al comfort acustico, contribuendo così a ottenere un habitat sano, piacevole e senza stress.

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Tyvek: come funzionano i teli traspiranti sul tetto e quanto durano

DuPontTM Tyvek®

RAPPORTO SULLA FUNZIONALITÀ DEI MANTI DI 30 TETTI

Riepilogo:

  • La funzione principale dei teli di sottotetto o guaine sottotegola (di seguito abbreviati con TS/GS) è la tenuta all’acqua. La qualità in termini di longevità rappresenta inoltre il rischio principale per i proprietari, il consumo energetico, l’assicurazione, e per la reputazione del prodotto.
  • Per conto di DuPont, un esperto indipendente ha esaminato 30 tetti per verificare la tenuta all’acqua di TS/GS invecchiati dall’uso nel corso degli anni.
  • Sono stati presi in esame 17 tetti sui quali era stato posato Tyvek® più di 20 anni prima e 13 tetti con TS/GS rivestiti o basati su film microporosi, che erano stati installati da 5 a 10 anni prima.
  • DuPont non è stata coinvolta né nella scelta dei tetti né nel campionamento, e non ha neppure valutato i risultati.
  • Il rapporto di prova indipendente è andato oltre i normali standard di prova, al fine di rendere possibile una misurazione delle prestazioni dettagliata e orientata alla pratica.
  • I risultati consentono di individuare difetti preoccupanti per quanto concerne la tenuta all’acqua dei principali TS/GS di altri produttori, che sono stati oggetto del test.
  • L’ottima reputazione del settore e gli investimenti dei proprietari delle abitazioni sono a rischio e viene trasmessa una sensazione ingannevole di sicurezza: diversi prodotti conformi allo standard attuale non hanno superato i test, sebbene siano stati installati nei tetti meno di 10 anni fa.

PER LEGGERE LE RELAZIONE COMPLETA SCARICA L’ALLEGATO

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Realizzare una copertura sostenibile ed efficiente green

La nostra priorità “dare sempre il massimo” con un involucro edilizio che non smetta mai di rappresentare il futuro partendo da oggi.

Per questo oggi integriamo il nostro sistema anche con le coperture verdi offrendo la possibilità ai nostri clienti di realizzare una casa dal design personale e soffisticato, efficiente e sostenibile.

Ma cosa vuol dite tetto verde come elemento strutturale? Che vantaggi può offrire oltre l’estetica?

 Utilizzare coperture verdi come parti strutturali di un edificio: ecco uno dei sistemi più innovativi per migliorare l’aspetto urbanistico delle nostre città, ridurre l’apporto di CO2, influenzare positivamente il microclima, recuperare le aree sottratte all’ambiente naturale, migliorare la percezione visiva ed infine ricucire il paesaggio naturale circostante.

Vediamo il parere di un nostro esperto:

Quali sono i vantaggi diretti dei tetti verdi? 

Un tetto verde è semplicemente un prato realizzato a copertura di un edificio. Esso porta diversi benefici:

  • Protegge l’intera copertura, prolungando sensibilmente la durata dell’impermeabilizzazione e della struttura di sostegno,
  • Costituisce in estate e in inverno un forte isolamento da sollecitazioni termiche, meccaniche ed acustiche, attutendo i rumori e riducendo le escursioni termiche sia giornaliere che stagionali.
  • Regola la regimentazione idrica dei deflussi delle acque meteoriche con funzione di trattenimento, alleggerendo il carico sulla rete di canalizzazione delle acque bianche; (spesso le precipitazioni meteoriche sono riutilizzate per l’approvvigionamento di acqua alla vegetazione stessa e se opportunatamente depurate e filtrate possono essere fonte per un successivo utilizzo all’interno dell’edificio come, ad esempio, per lavatrici, irrigazione del giardino, lavaggio automobile ed altro).
  • Riflette in misura minore l’onda sonora, migliorando il clima acustico interno dell’edificio;
  • Agevola il riassorbimento di ossidi di carbonio, azoto, zolfo e anidride solforosa (i principali inquinanti emessi in atmosfera) migliorando la qualità dell’aria;
  • Filtra le polveri e fissa le sostanze nutritive dell’aria e delle piogge, migliorando il microclima zonale;
  • Incrementa il  valore commerciale del fabbricato stesso, migliorando il nostro portafoglio
  • Rende gradevole l’impatto visivo, migliorando l’aspetto urbano dell’intero quartiere.

L’utilizzo della tecnologia di inerbimento dei tetti ha una lunga tradizione in paesi come Norvegia, Irlanda, Islanda o in quelle regioni in cui gli inverni sono rigidi e lunghi, per le proprietà termofisiche, isolanti e protettive che sono state sopra citate. Lo strato di terra ha un effetto termicamente equilibrante in quanto trattiene parte dell’acqua piovana e l’evaporazione dell’umidità ha un effetto raffrescante, impedendo il surriscaldamento del tetto in estate.
A causa del calore e dei raggi UV (ultravioletti), sulle superfici dei tetti non ricoperti di verde e senza ghiaia lo strato di bitume esala alcuni tipi di olii che intaccano ed accorciano la durata dei materiali. Nel periodo del riscaldamento i tetti verdi diminuiscono la dispersione di calore sino al 10%, mentre nell’afa estiva creano una piacevole frescura.

E la manutenzione?

Dipende dal tipo di inverdimento:

Il rivestimento a verde estensivo ha capacità di carico e spessore ridotto 70-250 kg./mq, 8-15 cm, ed è adatto alla copertura di tetti piani e inclinati fino a 30°, capannoni industriali ed artigianali, centri commerciali, garages sotterranei, box condominali, superfici piane o poco inclinate protette da impermeabilizzazione o zavorrate con ghiaia. Esso implica oneri minimi di costruzione, manutenzione (1-2 interventi l’anno) e gestione, costi di installazione che consentano l’ammortamento dell’intervento nel medio termine, semplicità di posa in opera, scelta di vegetazione varia e ricca, ridotto fabbisogno nutritivo delle piante.

Il rivestimento a verde intensivo (detto anche giardino verde) è adatto a tetti piani con portate utili del solaio superiori a 250-2000 kg/mq e spessori da 20-150 cm: esso comporta un sistema automatico di irrigazione e di controllo dell’acqua,  necessita di una manutenzione elevata e a causa degli elevati carichi la struttura deve essere progettata in modo tale da sopportare tali sforzi strutturali. È adatto alla copertura di loggiate e terrazze abitabili, tetti piani di edifici pubblici, privati, industriali, garages sotterranei, tracciati della metropolitana e ferrovie.