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Recupero acqua: sistemi per il recupero delle acque meteoriche

 Il riutilizzo delle acque piovane  oltre a farci risparmiare in bolletta (i rincari dell’acqua in bolletta sono sempre più consistenti: secondo l’Ufficio Studi della Confartigianato, dal 2004 al 2014 le tariffe sono aumentate del 95,8 % circa) ci permetterà di non sprecare la nostra principale fonte di vita.

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Acqua sempre più preziosa. Non sprechiamola.

Acqua sempre più preziosa. Non sprechiamola.


Gli effetti meteorologici allarmanti che stanno interessando anche il nostro paese, mostrano importanti cambiamenti climatici.

Abbiamo trattato l’acqua come se tale risorsa come fosse illimitata e gratuita. Oggi ci accorgiamo che le falde acquifere non sono inesauribili, ad esempio l’acqua prelevabile dai pozzi artesiani è sempre di meno.
Ma l’acqua non serve solo per i pochi usi che possono venire in mente ad un’analisi sommaria.
L’acqua serve a molto di più che a “lavare” o “innaffiare”


Va inoltre considerato quanta acqua sia necessaria per la preparazione dei beni di consumo. Nessun prodotto può essere fabbricato senza acqua: per un litro di birra servono 15 litri d’acqua, per 1 kg di carta fino a 100 litri d’acqua e per 1 kg di plastica fino a 500 litri. L’Italia è ai primi posti tra i paesi europei con riferimento alla domanda complessiva di acqua. Rispetto ad una media dei paesi dell’UE di 604 metri cubi per abitante all’anno, il nostro Paese registra un valore stimato intorno ai 908 metri cubi per abitante all’anno. Più di noi solo l’Olanda.

Il recupero dell’acqua piovana

Occorre che, una serie di misure entrino a far parte della prassi progettuale dei tecnici; dall’altro lato serve invece che gli utenti assumano nuovi comportamenti nell’uso della risorsa acqua.
Tra i sistemi in grado di offrire un immediato contributo alla soluzione del problema acqua (spreco, scarsità, crescenti costi dell’approvvigionamento) vi sono quelli basati sul recupero e riciclaggio delle acque piovane (o acque meteoriche).
Si tratta di impianti modulari, anche molto evoluti spesso di fabbricazione tedesca come quelli della Graf, sicuri e di elevata convenienza economica.

Gli utilizzi tipici dell’acqua così ottenuta sono:

Usi esterni:
• annaffiatura delle aree verdi pubbliche o condominiali;
• lavaggio delle aree pavimentate;
• autolavaggi, intesi come attività economica;
• usi tecnologici e alimentazione delle reti antincendio.

Usi interni:
• alimentazione delle cassette di scarico dei w.c.;
• alimentazione di lavatrici ;
• distribuzione idrica per piani interrati e lavaggio auto;
• usi tecnologici vari, come ad esempio, sistemi di climatizzazione passiva/attiva.

I benefici sono talmente consistenti che alcune amministrazioni comunali hanno allo studio forme di incentivazione (sconto sugli oneri di urbanizzazione) per quanti adottino sistemi di recupero e riciclaggio delle acque piovane.

Economicamente il vantaggio è evidente, trattandosi di una risorsa gratuita.
L’acqua piovana, inoltre, non contiene calcare né cloro ed è ottima nei seguenti impieghi:
• per le pulizie, grazie all’impiego di acqua meno calcarea, si riduce l’impiego di detersivo.
• l’assenza di calcare mantiene pulite le parti interne degli elettrodomestici, diminuendo usura e consumo di elettricità.
• per gli scarichi del w.c., dove non si ha la formazione di calcare.
• per il giardinaggio, l’assenza di cloro è benefica per la flora batterica del terreno e per le piante stesse.

Come si accennava sopra, l’acqua piovana non è potabile.
Le fonti dei contaminanti presenti possono essere:
• sostanze presenti in atmosfera e che verranno raccolte dall’acqua (ricordare il fenomeno delle “piogge acide”)
• sostanze rilasciate dai materiali che compongono i sistemi di raccolta e di stoccaggio delle acque.
• sostanze presenti sulle coperture e sulle superfici destinate alla raccolta della pioggia (foglie, fango, etc).
• parassiti, batteri e virus derivati dalle escrezioni di uccelli ed animali che hanno accesso alla copertura e alle superfici di raccolta.
Escludendo l’uso potabile, non vi sono problemi di sorta relativamente agli impieghi su elencati.

Come funziona un impianto di raccolta dell’acqua piovana?
Mediante dei filtri l’acqua viene liberata dalle impurità , foglie e sabbia, rimanendo sempre chiara, fresca e inodore. Ovvio che l’acqua piovana non diventerà potabile, non la si dovrà mai utilizzare a scopo alimentare o per l’igiene personale.
Un impianto è tipicamente composto da:
– un serbatoio (interrato o meno, ad esempio in cantina)
– un sistema filtrante
– una centralina di controllo.
– una pompa
– accessori eventuali

Un sistema tipo è questo:
1) L’acqua  e incanalata all’interno del serbatoio tramite una tubazione la cui parte finale è rivolta verso l’alto, allo scopo di non smuovere gli eventuali sedimenti sul fondo del serbatoio.
2) L’aspirazione successiva dell’acqua all’interno del serbatoio, avviene a qualche centimetro sotto il livello dell’acqua tramite un tubo flessibile con galleggiante,  posto all’interno del serbatoio in modo da pescare l’acqua più pulita.
3) Una centralina elettronica, controlla una pompa di mandata e l’intero sistema. La centralina ha inoltre il compito di comandare l’afflusso dell’acqua potabile quando si esaurisce la riserva d’acqua piovana nel serbatoio.

Un altro modo semplicissimo di raccogliere l’acqua piovana per irrigare il giardino, è quello di inserire nel pluviale discendente, a circa 1,5 m da terra, una derivazione o travasatore, che può così deviare l’acqua in bidoni di plastica sottostanti.
Le condizioni ideali per la conservazione dell’acqua sono: ambiente ossigenato, temperatura fresca e assenza di luce
L’ossigeno favorisce la proliferazione di batteri utili che decompongono, mineralizzandola, la sedimentazione sul fondo del serbatoio, e mantengono l’acqua più pura.
L’assenza di luce inoltre non favorisce la formazione di alghe.

Attenzione: i serbatoi devono sottostare a precise norme anche per la collocazione. Per esempio occorre rispettare una distanza minima dall’edificio o da altro manufatti.
Occorre informarsi preventivamente presso il proprio comune, e far svolgere le pratiche necessarie da un tecnico.

Rispettare e risparmiare l’acqua.
Il prezzo dell’acqua al metro cubo varia  a seconda del Comune, anche in rapporto ai quantitativi. Le tariffe sono in rapida ascesa. Le tariffe medie italiane sono ancora molto inferiori rispetto alla media europea, e questo fa prevedere una crescita delle tariffe.


Per le azioni quotidiane si possono stimare i seguenti consumi:
per fare un bagno in vasca si consumano mediamente fra i 120 e i 160 litri di acqua;
per fare una doccia di 5 minuti se ne consumano dai 75 ai 90 litri;
per una doccia di 3 minuti: dai 35 ai 50 litri;
ogni volta che tiriamo lo sciacquone: 9-16 litri;
ogni volta che ci laviamo le mani: 1,4 litri;
per lavarsi i denti lasciando scorrere l’acqua: 30 litri;
per lavarsi i denti senza lasciar scorrere l’acqua: 2 litri;
per bere e cucinare: circa 6 litri al giorno a persona;
per lavare i piatti a mano: 20 litri;
per un carico di lavastoviglie: 30-40 litri;
per un carico di lavatrice: 60-80 litri;
per lavare l’auto (utilizzando un tubo di gomma): 800 litri;
per il condizionamento di un palazzo di 8 piani: 3.000.000 litri al giorno;
un rubinetto che gocciola: 5 litri al giorno.

Informazioni prese da : http://www.risanamentoenergetico.it

Per maggiori informazioni sui sistemi di recupero delle acque meteoriche

info@biocasazero.it 

tel. 06 92727993 

tel. 393 2554635 

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BioEdilizia Lazio: Impianti di recupero per le acque piovane

L’acqua rappresenta il bene più prezioso del quale il nostro ecosistema e la nostra stessa esistenza non può fare a meno.
 Dimenticando il sopracitato concetto, l’uomo continua a sprecarne una quantità enorme, convinto con grande superficialità che la disponibilità del prezioso  liquido sarà la stessa in eterno.

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Recuperare acqua piovana per uso domestico e irriguo

Le previsioni per i prossimi decenni lasciano ben pochi dubbi: l’acqua è destinata a diventare il bene più prezioso e conteso, al punto di meritare fin d’ora l’appellativo di “oro blu”. Recuperare acqua piovana è importante per tutti noi

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Come recuperare le acque piovane

Il riutilizzo delle acque piovane  oltre a farci risparmiare in bolletta (i rincari dell’acqua in bolletta sono sempre più consistenti: secondo l’Ufficio Studi della Confartigianato, dal 2004 al 2014 le tariffe sono aumentate del 95,8 % circa) ci permetterà di non sprecare la nostra principale fonte di vita.

Uno dei problemi principali, infatti, è che utilizziamo nelle nostre case acqua potabile anche per usi per i quali non necessita (innaffiare orti, lavare automobili, riempire piscine) e per i quali potremmo impiegare con successo il recupero dell’acqua piovana.

L’acqua piovane è utilizzabile anche in ambito domestico?

Si e non solo…l’acqua piovana può essere raccolta e filtrata e quindi utilizzata per la pulizia della casa e per il bucato.

Essendo priva di calcare può essere impiegata anche per lavare i panni a mano e per lo sciacquone del gabinetto.Senza calcare i nostri elettrodomestici (lavatrice e lavastoviglie) lavoreranno meglio e questo ci farà risparmiare, come ulteriore effetto positivo indotto, anche sull’uso di prodotti specifici anticalcare…con benefici ulteriori per il portafoglio e per l’ecosistema!

Che soluzione scegliere per recuperare le acque meteoriche?

Il modo più semplice e veloce per raccogliere l’acqua piovana è quello di posizionare  un serbatoio interrato che convogli tutte le acque dei discendenti in esso .

Ma come funziona il sistema ?

In generale il sistema di raccolta di acqua piovana segue degli step logici:

  • Raccolta dell’acqua dai tetti;
  • Filtrazione dell’acqua piovana;
  • Conservazione in cisterne interrate.

Il sistema è indipendente rispetto a quello di distribuzione dell’acqua potabile. Gli elementi base sono dunque: serbatoi di accumulo, filtri,  pompa per il prelievo.

I serbatoi, deve rispondere ad alcune caratteristiche tecniche: capacità di resistere al tempo, agli sbalzi termici, alla corrosione e all’ossidazione  e deve essere certificato.

I filtri vanno ubicati a monte del serbatoio e, a seconda dell’impianto, anche in più punti dell’impianto stesso.I filtri separano l’acqua dalla sporcizia e per evitare che eventuali sedimenti si agitino la tubazione nella parte finale è rivolta verso l’alto.

Il prelievo dell’acqua avviene tramite pompa che distribuisce l’acqua nei punti di prelievo destinati.

Quanta quantità d’acqua si può recuperare dalle piogge?

Si può recuperare in media 600 litri d’acqua pluviale per m2 di tetto ( vuol dire 60’000 litri all’ anno per un tetto di 100 m2). Anche durante i mesi dove piove meno potete lo stesso recuperare da 30 a 40 litri per m2 di tetto.

Come attenuare la mancanza d’acqua pluviale?

Grazie ai nostri impianti d’alimentazione con comandi il trasferimento tra l’acqua pluviale e l’acqua della rete si fa automaticamente ed in tutta sicurezza.

Cosa avviene quando il vostro serbatoio è pieno?

Indipendentemente dall’impianto, dovete prevedere un troppo pieno. Questo ultimo sarà collegato alla rete di acque chiare. Sulla maggior parte dei serbatoi e delle camere di infiltrazione è previsto di serie un manicotto di straripamento.

La natura del vostro terreno è compatibile con i nostri serbatoi interrati ?

Attenzione ! Prima di posare un serbatoio interrato, verificate sempre la natura esatta del vostro terreno e la profondità di un eventuale livello freatico. Se il vostro terreno è impermeabile (ARGILLOSO) o la falda freatica è alta, consultateci prima del vostro acquisto per sapere come procedere. Non dimenticate che un serbatoio interrato deve sempre essere rinfiancato nella sua totalità.

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Via Vallelata,69 04011 

Aprilia-Lt

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Tel.06-92727992

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Bolletta dell’acqua troppo alta? Risparmia riutilizzando l’acqua piovana!

 

Il riutilizzo delle acque piovane  oltre a farci risparmiare in bolletta (i rincari dell’acqua in bolletta sono sempre più consistenti: secondo l’Ufficio Studi della Confartigianato, dal 2004 al 2014 le tariffe sono aumentate del 95,8 % circa) ci permetterà di non sprecare la nostra principale fonte di vita.

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